Scienza, vaccini e allattamento al seno

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Dal sito www.luogocomune.net leggo questo topic interessante, che prende spunto da questa pubblicazione decisamente più agghiacciante.

 

Il commento sulla suddetta “ricerca scientifica” (uso le virgolette perché sarebbe da definire “spazzatura”) lo lascio alla fine di questo mio articolo, perché credo sia più interessante spendere un paio di parole sul concetto attuale di Scienza.

 

La maggior parte delle persone ritiene che se una ricerca viene pubblicata è automaticamente “scientifica” e quindi “vera”. Ma leggendo anche solo la traduzione del titolo di tale ricerca (“Effetto inibitorio del latte materno sulla infettività del vaccino orale rotavirus vivo”)
viene da chiedersi: questa sarebbe la “Scienza” che molti continuano a sostenere e a difendere con i denti?

Sostenere che sia meglio non allattare al seno così che i vaccini abbiano effetto???

 

L’argomento “latte materno” è talmente universale che la condivisione dello sdegno di tali affermazioni è unanime e trasversale.

 

Ma quante altre affermazioni “scientifiche” sono state fatte su argomenti non così popolari e che sono stati accettati a scatola chiusa?

 

Vaccini, alimentazione e persino la descrizione di alcuni processi fisiologici come l’effetto Kervran, ben spiegato nel libro Fruttalia, sono tuttora materie di cui la maggior parte della popolazione è assolutamente ignorante e ciononostante si affida ciecamente alla “scienza” solo perché lo hanno detto gli “scienziati”. Un bell’esempio di autoreferenza.

 

Ma esiste davvero la Scienza, quale suprema fonte di sapere perfetta e indiscutibile? O è tutto un gioco di parole a cui viene dato un significato simbolico che però è molto lontano dalla realtà?

Secondo le persone comuni, io non posso essere uno scienziato perché non sono laureato, anche se facessi una ricerca con tutti i crismi richiesti dal metodo scientifico;

io non posso essere uno scienziato se, pur laureato, non sono alle dipendenze di qualche azienda o del governo: al massimo sono uno  pseudoscienziato, come hanno avuto il coraggio di chiamare Pierluigi Ighina.

 

Tutte le informazioni cosiddette scientifiche che ci arrivano attraverso i media e il governo (scuola, ASL, enti pubblici in genere) non sono mai verificate da noi in prima persona e anche se volessimo farlo non ne avremmo l’opportunità (al massimo ti compri la rivista sul cui han pubblicato la ricerca e fai che t’avanzi).

Ci si affida quindi per FEDE.

 

Non esiste nessun tipo di controllo per decidere cosa è scientifico e cosa no: è tutto nelle parole di diffonde le informazioni.

 

Anche il concetto di “metodo scientifico” ha grosse falle.

Non tanto nella sua esposizione di per sé quanto perché presenta dei limiti e dei miti.

– Molti ricercatori hanno richiesto di verificare le proprie scoperte, invenzioni e teorie (come il già citato Ighina, come Giacchino Giuliani, e anche come tanti altri) e se questo non viene fatto per esplicita malafede delle riviste o di altri organi di governo allora questi vengono bollati come “non scientifici”.

– Esperienze costanti e condivise da migliaia di persone sono ritenute dalla massa della popolazione “non scientifiche” pur rispettando tutti i punti del metodo scientifico, solo perché fatte da persone comuni (per esempio il Fruttarismo) invece che da accademici: eppure non mi risulta che nell’esposizione del metodo scientifico si faccia mai riferimento al grado di istruzione o posizione sociale dello sperimentatore. Ma si sa che ormai è l’abito che fa il monaco.

– In aggiunta si è creato il mito del metodo scientifico=verità assoluta, cosa assurda e “assolutamente” falsa.

E’ vero invece che possono essere verità parziali, circoscritte nel tempo e nel luogo e confinate ai limiti di partenza della ricerca stessa.

Le ultime scoperte dei ricercatori in ogni campo del sapere palesano questa mia frase e ciononostante si continua a pensare il contrario.

 

Sostituiamo un po’ di parole con i giusti termini e le vostre idee di come funziona il mondo saranno più chiare:

 

scienziato -> ricercatore o, in casi di evidente malafede, spin doctor

scienza -> sapere accademico, volontà accademica, propaganda aziendale o – per quelle ricerche fatte senza scopo di lucro/propaganda a prescindere da chi esegue la ricerca – risultanze evidenti, eventi verificabili

 

Con questo non voglio affermare che il mondo accademico non dica mai qualcosa di buono o di condivisibile. Anzi!

Vorrei solo soffermarmi sul fatto che è la popolazione stessa a dover filtrare le informazioni, a porre il dubbio su tutto, e a smettere di ragionare come automi e per stereotipi.

 

Soprattutto gli stereotipi:

“scienza=certezza assoluta”

“scienziato= persona dalla buona fede indiscussa”

“metodo scientifico=unico ed insindacabile metro di giudizio”

“non scientificamente provato= truffa, falsità, errato”

 

Nel caso della ricerca americana in questione si è affibbiato il titolo di “Scientifico” ad una ricerca fatta da un’azienda privata per promuovere un suo prodotto. Ma chi l’ha verificata? Come può essere definita una scoperta scientifica se non sono nemmeno citati altri ricercatori che hanno replicato l’evento? Dove sono i documenti originali? Chi ci dice che non abbiano alterato i risultati come già capitato per i vaccini?

E’ invece dichiarata “Scientifica” solo perché è stata pubblicata su PubMed.gov.

O questi sono i nuovi criteri del metodo scientifico e noi non ne sapevamo nulla oppure è una pagliacciata.

Spiegatelo a lui...

La ricerca di questi signori pro-vaccino al massimo può darci alcune importanti indicazioni: che il latte materno combatte i danni dei vaccini!

Questa si che è una bella notizia ed è anche una bellissima testimonianza e possibile motivazione del perché alcuni bambini si ammalano con conseguenze più o meno gravi dopo le vaccinazioni.

Se i neonati che bevono al seno hanno meno possibilità di avere danni collaterali da vaccino sarebbe una notizia importante da diffondere! Poiché il latte materno è strettamente legato all’alimentazione della mamma, torniamo di nuovo sull’importanza di un’alimentazione sana.

Sarebbe curioso chiedere a tutti i genitori di bimbi colpiti da autismo indotto dai vaccini il tipo di allattamento che ha avuto il bimbo.

Fino a questo momento non avevamo conoscenza di studi che correlassero vaccini e allattamento al senso, né testimonianze video in cui si sottolineava questo dato. (*)

 

Almeno possiamo dire che loro ricerca, per quanto venduta e distorta, non sia stata completamente inutile…  😉

 Silvio Sciurba

 

Se vuoi approfondire questo argomento, ti preghiamo di farlo in questo topic dedicato sul forum.

(*) Se qualcuno ha fonti in tal senso è invitato a farceli conoscere e provvederemo alla ripubblicazione


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