Il Giardino di Alcinoo e la frutticultura avanzatissima

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I super Frutteti di Alcinoo e la frutta tutto l’anno

Esiste nella storia antica, il racconto di un giardino meraviglioso descritto anche nei vaiggi di Ulisse  che sembra producesse frutta in continuazione . Questo luogo si trovava probabilmente sull’isola di Corfù ed era governato da un certo Alcinoo, discendente diretto di Poseidone, uno degli “Dei” dell’olimpo greco, corrispondenti alle divinità mediorientali (Anunnaki, Elohim, etc)…
Dunque Alcinoo apparteneva alla stirpe dei semidei, gli “uomini forti” della Bibbia, coloro che avevano genoma umano e divino/alieno ed erano perciò preposti a governare sui vari popoli del tempo.

Incuriosisce molto la descrizione di questo luogo che sarebbe la gioia di tutti i permacultori moderni, nonchè gli amici fruttariani che finalmente vivrebbero facilmente di solo frutta tutto l’anno. Chissà cosa ci sia dietro questa storia, e quali tecniche usassero per ottenere queste straordinarie produzioni. La visione proposta da Mauro Biglino è una fra quelle più logiche e sensate, in fatti analizza vari dettagli fra cui anche le nave che Alcinoo offre a Ulisse per proseguire nel suo viaggio e queste navi (??) hanno però una stranezza (Odissea, VIII, 555-563):
“Perché i Feaci non hanno nocchieri, non ci sono timoni, come ne hanno l’altre navi, ma sanno da sole il pensiero e l’intendimento degli uomini, e conoscono le città e i pingui campi di tutti, e l’abisso del mare velocissime passano, di nebbia e nube fasciate; mai hanno paura di subire danno o di andare perdute.”

Che siano Navi computerizzate o addirittura cibernetica applicata? Non lo sappiamo , ma è evidente la descrizione di un mezzo di trasporto in cui la rotta viene programmata e seguita costantemente con sistemi che ne identificano la posizione in ogni momento.

Questa spiegazione delle navi introduce la possibilità di una tecnologia avanzata per l’epoca di produzione di frutta e vegetali ?

E’ da ragionare anche sul collegamento  con il famoso giardino alla bibbia, il cosiddetto paradiso terrestre descritto come un GAN-EDEN che  era un giardino recintato e protetto ( GAN: “garden as enclosure”, posto in EDEN e in esso gli Elohim coltivavano ogni sorta di vegetali.

Il termine GAN corrisponde all’iranico Pairidaeza, cui segue il greco paradeisos (Senofonte), da cui deriva il latino paradisum che sfocia nel nostro “paradiso”.

Il significato è sempre lo stesso e cioè un luogo chiuso da una recinzione, naturale o artificiale, che lo protegge.

Il GAN-EDEN era probabilmente una sorta di giardino sperimentale in cui si conduceva la coltivazione di specie commestibili.  E a questo proposito consiglio di approfondire i lavori di Mauro Biglino fra cui video e libri che approfondiscono le scoperte dei paleobotanici sulla inspiegabile rapidità con cui certe varietà di cereali e di vite si sono presentate alla scena nel territorio compreso tra Azerbaijan e Iraq.

Ma arriviamo all’Odissea, libro VII, si descrive lo strano giardino di Alcinoo, il re che come navi molto “moderne” aveva anche questo giardino molto speciale.

Dal versetto 110 in poi si narra che fuori dalla sua dimora aveva un MEGAS ORKATOS, un grande giardino, di 4 iugeri (poco più di 10.000 metri quadrati) “chiuso e protetto” da una recinzione (ERKOS) che lo circondava tutto. Vi si coltivavano alberi di vario genere, come peri, granati, meli, fichi, ulivi…

Ma soprattutto si dice che i loro frutti non mancavano mai: erano presenti e disponibili a rotazione tutto l’anno, KEIMATOS THEREUS, d’inverno e d’estate.

Il testo dice… una vigna è piantata e mentre una parte sta maturando al sole, su un’altra già si vendemmia e si pigia, ma intanto ci sono già grappoli verdi che gettano il fiore mentre altri stanno maturando… e a parte matura ogni sorta di ortaggi.

Il tutto era affiancato da due fonti che fornivano l’acqua per l’irrigazione e per gli uomini.

Tutti questi erano AGLAA DORA, doni belli, mirabili, dei THEOI (il corrispettivo greco di Elohim, Ilanu, ANUNNA…)

Questa descrizione di meraviglia, fa pensare ad una serra in cui si procedeva con una coltivazione forzata capace di garantire una produzione continua, e qui sarebbe bello poter capire altri dettagli; mi chiedo,  usavano erbe, semi, pianti, frutti migliorati geneticamente o semplicemente quelli che abbiamo oggi che sono indeboliti geneticamente ?

Insomma era comunque un giardino in cui si applicavano tecniche avanzate, una specie di  di terreno sperimentale in cui si coltivava di tutto, proprio come nel GAN-EDEN Biblico.

Sempre Biglino si chiede: “Erano tecniche agrarie che questi ANUNNA-ELOHIM-THEOI portavano con sé nei vari luoghi del pianeta in cui si installavano o facevano installare ai loro protetti, ad esempio i sangue-misto loro discendenti come Alcinoo, Ghilgamesh… i ghibborim biblici ?”

Aprendo la mente è da chiedersi anche: “Ma gli scritti omerici erano “solo” componimenti poetici ?” Chissa !

Eraclito di Efeso affermava: “Chi non si aspetta l’inaspettato, non scoprirà la verità”.

Facciamo sempre finta che i popoli dei vari continenti ci abbiano raccontato la storia di “quelli là” e magari scopriremo cose interessanti.

Fare finta non costa nulla e potrebbe anche produrre qualcosa in termini di conoscenza della nostra storia; quanto meno fa riflettere su ciò che ci è sempre stato raccontato come verità scientifica, storica, letteraria o religiosa cui credere.

In attesa di “sapere” continuiamo a “studiare”… è comunque affascinante.

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