Etica, ipocondria o serena riscoperta di un'alimentazione naturale

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nino#
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Etica, ipocondria o serena riscoperta di un'alimentazione naturale

Messaggio da nino# » 07/11/2016, 10:23

M'è venuta l'idea di aprire questo topic dopo aver partecipato ad una piccola discussione su di un altro forum (che direttamente non ha niente a che vedere con l'argomento: tratta di bici, pensate un po'...).

In pratica, parlando soprattutto di veganismo, un mio intervento aveva sollevato un vespaio: semplicemente dicevo che la mia scelta di diventare vegano (peraltro come transizione verso il crudismo tendenzialmente fruttariano...) non aveva una motivazione etica. Con la massima serenità spiegavo che, pur apprezzando chi lo fa con quella motivazione (degna della massima stima), io ritengo che l'etica, per essere coerente, dovrebbe essere applicata a 360° nei confronti di tutti gli esseri viventi, umani, animali e, perché no, anche vegetali. Il rispetto assoluto verso tutti gli esseri viventi è purtroppo un'utopia e ci sono numerosissimi esempi di come sia facile provocare danni e dolori agli altri (persone, animali o piante che siano). Solo per farne qualcuno: usare l'automobile contribuisce a provocare il cancro a chi respira i nostri fumi, fare investimenti contribuisce a tenere in piedi il mostro finanziario, che è causa principale del sottosviluppo di buona parte del pianeta (e tutto quel che ne consegue: immigrazione incontrollata, terrorismo...), acquistare soprattutto determinati prodotti contribuisce ad alimentare la macchina devastatrice del mercato e magari lo sfruttamento di operai (pure minorenni) in qualche parte del mondo... Ma l'elenco sarebbe lunghissimo.

Poi, per quanto riguarda gli animali, quanti sono quelli che uccidiamo o facciamo soffrire senza neanche accorgercene?!
E le piante? Non sono esseri viventi anche loro?

Io, nel mio piccolo, ho sostituito l'automobile con la bicicletta per i miei spostamenti quotidiani. Ma non basta: ogni tanto la macchina sono costretto a prenderla e poi, se non la uso io, la usa qualcuno della famiglia. Inoltre, leggendo l'interessantissimo Intelligenza Ecologica di Goleman, ho scoperto con tristezza che, acquistando una bici in alluminio, si è contribuito indirettamente alla morte di qualche operaio: la lavorazione dell'alluminio, infatti, pare abbia effetti devastanti sulla salute degli addetti... :( Poi non faccio investimenti; ma lo stesso mi devo appoggiare ad una banca per il conto corrente (ormai è obbligatorio)... Per quanto riguarda gli acquisti e lo sfruttamento dei lavoratori... beh, come raccapezzarsi?! Sì, c'è qualche marchio che dichiara "questo prodotto non ha contribuito allo sfruttamento di alcun lavoratore e bla bla...". Fidarsi è bene, ma non fidarsi forse è più logico... :roll:

Comunque, la motivazione etica non decade: solo non si può pretendere, secondo me, di essere vegani (per esempio) esclusivamente per non produrre dolore ai nostri amici animali. Certo, si fa del nostro meglio; ma non bisogna presumere di essere moralmente sani solo per un misero sforzo...

Poi ho precisato che la mia scelta ha invece soprattutto una motivazione salutistica: ho anche spiegato le mie convinzioni (qui condivise) sull'alimentazione naturale per gli esseri umani etc...

Più o meno il senso del mio intervento era questo.

Le reazioni sono state quasi violente: mi sono reso conto che, spesso, nell'ambiente vegano, si verificano situazioni ai limiti dell'intolleranza... :(
Poi qualcuno se n'è uscito con la questione dell'ipocondria: in pratica, mi si accusava di essere ipocondriaco solo perché sono semplicemente alla ricerca della salute! Ho cercato di spiegare che sono anni e anni che non vado da un medico (per me) e che non prendo una medicina (le analisi le devo fare con una certa regolarità per altre ragioni...) e che, secondo me, il vocabolario dà un'altra definizione per ipocondria (che, tra l'altro, è sempre associata al mondo della medicina allopatica...). Poi, alla fine ho gettato la spugna.

Mi rendo conto, però, che l'ipocondria è davvero nascosta dietro l'angolo: quando ci si comincia creare delle fisime, che ci tolgono il sonno e la tranquillità, è il segno, secondo me, che almeno bisognerebbe soffermarsi un po' a meditare (in senso lato: purtroppo la meditazione vera e propria ancora non fa parte della mia scarna cultura... :| ). E dall'ipocondria (che può anche limitarsi alla sfera estetica) possono sorgere anche i gravi disturbi alimentari che tutti conosciamo... :(

La mia scelta, in conclusione, nasce dalla convinzione che una buona parte dei problemi di salute della razza umana derivi da un'alimentazione sbagliata e che la strada giusta ci viene offerta grazie alla serena osservazione della natura: ogni essere vivente si ciba di quello che è più confacente al suo organismo e lo fa senza cuocere od elaborare in modo particolare. Il risultato è che, senza l'intervento distruttivo dell'uomo, gli esseri che si nutrono naturalmente non si ammalano, non sono obesi, non hanno dermatiti, non hanno, insomma, tutta quella miriade di problemi che ci affliggono!

Poi ci sarebbe anche un risvolto sociale di non poco conto: immaginate creare immensi frutteti (specialmente nel terzo mondo), convertire buona parte dei terreni, adesso adibiti all'allevamento o alla produzione di foraggi, incentivare il ritorno all'agricoltura, scoraggiare le speculazioni sul mercato alimentare, stroncare la produzione di alimenti deleteri per la salute... Io ci vedrei uno scenario in cui sarebbero in parte (secondo me una buona parte) risolti i problemi della fame, della sovrappopolazione (la fame produce più figli: è matematico...), dell'immigrazione (di cui le vittime sono gli immigrati stessi, sia ben chiaro come la penso al proposito...), delle guerre, del terrorismo (che spesso nasce dallo sruttamento e dal disagio; la motivazione pseudo-religiosa è solo secondaria, secondo me...).
Mera utopia? :roll:

Scusate se mi sono dilungato. ma credo si tratti di un argomento per cui si sarebbe ben altro da dire...

Voi cosa ne pensate?
Etica, ipocondria o serena riscoperta di un'alimentazione naturale?
L'uomo, per essere libero, dovrebbe prima rendersi conto di non esserlo.
Il genere umano, infatti, non solo è schiavo del profitto, ma è anche costantemente plagiato e frastornato da un'immane mole di menzogne, allestita ed alimentata allo scopo preciso di blindare il sistema del mercato.

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Luca
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Re: Etica, ipocondria o serena riscoperta di un'alimentazione naturale

Messaggio da Luca » 07/11/2016, 13:05

Ciao Nino io ti capisco e penso che ognuno abbia il suo proprio percorso personale senza necessità di essere rimprovato nessuno..
sono percorsi diversi che magari alcuni più lunghi e altri più corti, (ma tutto è relativo.)
A questo proposito volevo postare un articolo molto bello
Non so se lo hai mai letto :
http://www.fruttalia.it/fruttaliani-fru ... limentare/
C'è questa frase di Armando D'Elia che è fra le mie preferite
Armando D’Elia scriveva:

“Mi piace immaginare gli attuali oltre 5 miliardi di uomini disposti su una lunghissima scala, ogni gradino della quale occupato da un essere umano. Oltre cinque miliardi di scalini. Tutti questi uomini sono impegnati nel “viaggio di ritorno all’alimentazione naturale”, un viaggio lunghissimo che dura già da diverso tempo.

Ogni gradino rappresenta il punto al quale, l’uomo che lo occupa, è giunto nel faticoso recupero di tale alimentazione.

Questo recupero si dimostra faticoso in quanto l’uomo deve superare pregiudizi, forza delle abitudini errate, ostilità, conformismi, suggestioni, tentazioni, disinformazione, cedimenti della volontà. Tuttavia ogni cosa è in movimento e il ragionamento completato e sostenuto dalla motivazione etica, subentrato al posto del soffocato istinto, fa perseverare l’uomo nell’azione di bonifica della propria alimentazione.

In base a ciò che un individuo realizza, sia pur un modesto o anche modestissimo progresso alimentare o etico, passa da un gradino a quello superiore e poi da questo ad un altro ancora più alto, e così ancora. Mi piace anche pensare che le zone terminali superiori della scala siano occupate dai fruttariani, che sono riusciti a coniugare nell’alimento la massima etica con l’optimum dei bisogni naturali nutrizionali dell’individuo, essendo il frutto carnoso e dolce l’unico alimento biologicamente adatto all’uomo.

Tutti siamo così impegnati, chi velocemente e chi lentamente, a liberarci da una alimentazione irrazionale, anti-naturale e cruenta che ci ha portato solo violenza, infelicità, odio, sofferenza dovuta a malattie, morte prematura, guerra, ecc.

Siamo quindi tutti in viaggio, un viaggio lunghissimo. Più alto è il gradino occupato in questa scala da ognuno di noi, tanto più grande deve essere la pazienza e la comprensione nei riguardi di chi è ancora indietro e che dobbiamo aiutare a salire, con amore, tenendo a mente che c’è chi sta più avanti di noi e dal quale possiamo apprendere, con umiltà e riconoscenza. ”
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nino#
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Re: Etica, ipocondria o serena riscoperta di un'alimentazione naturale

Messaggio da nino# » 07/11/2016, 13:53

Bellissimo quell'articolo.

M'è piaciuto molto anche questo paragrafetto:
Un Fruttaliano è elastico e non rigido, sia nei pensieri che nel corpo, e crede che mangiare solo frutta sia la soluzione a molti dei problemi esistenti su questo pianeta , ma sa anche che il cammino è lungo e complesso e lo potrà realizzare solo se rispetta le scelte altrui, difendendo le proprie con comprensione verso la diversità.
L'uomo, per essere libero, dovrebbe prima rendersi conto di non esserlo.
Il genere umano, infatti, non solo è schiavo del profitto, ma è anche costantemente plagiato e frastornato da un'immane mole di menzogne, allestita ed alimentata allo scopo preciso di blindare il sistema del mercato.

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Walter_73
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Re: Etica, ipocondria o serena riscoperta di un'alimentazione naturale

Messaggio da Walter_73 » 07/11/2016, 20:16

Ciao Nino il tuo è un post veramente complesso.
Io non credo negli estremismi e nelle imposizioni ma credo nell'educazione e nel buon esempio.
Una società civile ci avrebbe dovuto educare ad un certo tipo di vita etico e salutare.
Non è stato così, in più per fortuna esiste il libero pensiero ognuno fa quello che meglio crede, anche se spesso il libero pensiero è manipolato a favore delle grandi industrie. Io lavoro in pubblicità chi meglio di me può dirti che viene fatto tutto a tavolino per convincere a comprare quel prodotto o quell'altro non perché fa bene a noi o al pianeta ma solo alle loro tasche.
Viviamo in un mondo che ha i valori sballati in tutto, pochi ricchi potenti che fanno il PIL di tutti i pesi del terzo mondo. Ti funziona a me no.
Cerco di essere "circonciso" perché la questione è lunga e spinosa.
Credo che l'arroganza non porti a niente.
Partendo dal presupposto che siamo stati educati nel modo sbagliato, credo nel percorso personale che ognuno di noi deve compiere.
Non salveremo il mondo, non ci garantiremo vita eterna, ma sicuramente la soddisfazione di aver vissuto migliorando giorno per giorno il nostro modo di vivere su questa terra.
Più attenti al prossimo, più attenti verso l'ambiente che ci accoglie, più attenti anche alla nostra salute.
Odio se mi dicono a sei vegano. Io odio le etichette sono una mente libera e da sempre faccio quello che voglio non quello che mi dicono di fare. Non mi piacciono i vegani , i gay , gli ambientalisti, le femministe etc etc, io credo in un pensiero intelligente dove non bisognerebbe riunirsi in piccole sette per fare ascoltare i propri pensieri e per farsi rispettare. I bambini, i gay le donne gli animali il pianeta dovrebbero essere tutti trattati allo stesso modo con grande rispetto .
Ho avuto la fortuna che ho vissuto sempre ascoltando le mie emozioni ( il copro l'ho cominciato ad ascoltare solo da pochi anni perché da eterno adolescente l'ho sempre considerato indistruttibile).
Vivere in modo etico al 100% è impossibile ma più lo facciamo più aiuteremo il nostro pianeta ed i nostri simili, più lo faremo e più ci arricchiremo nel nostro essere interiore, e più diremo giorni felici delle nostre scelte.
Le mie emozioni mi hanno portato dal tuffarmi nelle pelli degli animali quando avevo 3/4 anni a cercare scarpe non in pelle per mia figlia ora che ne ho 43.
Ho sempre amato l'ambiente in cui viviamo e giorno dopo giorno cerco di togliermi di dosso una cattiva abitudine, da piccolo mettevo i jeans una volta sola e poi via in lavatrice ora ho quasi smesso di utilizzare saponi chimici, casa, vestiti, corpo.......
Anche da onnivoro piano piano il mio inconscio mi ha portato anno dopo anno ad abbandonare cibi proposti dal mercato globale ma che a torto mangiamo tutti. Via datteri( non li ho mai mangiati sinceramente) via il fegato d'oca, via il miele, via gli uccelli le lumache le rane (anche questi tre mai mangiati perché mi hanno sempre fatto tenerezza), poi finalmente ho fatto click ed ho levato tutti i prodotti di provenienza animale, zero il momento più bello direi.
Tre piccoli esempi per spiegare le piccole evoluzioni che hanno fatto parte della mia vita.
Non tutti ci arrivano ed è un peccato, ma non possiamo fare solo una cosa quello che dovrebbe fare una società civile educare le generazioni future, io con mia figlia faccio questo e spero che anche da grande porti avanti i miei insegnamenti. Lei è animalista e non salutista ovviamente, prova a darle una pizza fritta e dirle che io non lo saprò mai ti faccio vedere se non la mangia! ahahahahahah

Non sono andato nello specifico alimentazione a posta ma cmq puoi dedurre facilmente il mio pensiero, le ossessioni non fanno bene , mai. Devo dimagrire, devo ingrassare, mi depuro, mi sgrasso il colon......mmmmmmmm no buono. Dobbiamo fare un percorso che deve essere naturale e graduale, come dicevano un tempo i gangsta-rap "get rich or die trying!"

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