Divide et impera anche nell’alimentazione

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divide et imperaDivide et impera è una famosa frase romana che significa dividi e governa. E’ una tecnica che usavano i romani per mettere i propri nemici uno contro l’ altro, in modo che non si unissero contro di loro. Affronterò questa modus operandi dal punto di vista sociale e dal punto di vista biologico digestivo.

L’uso sociale viene usato,  con successo (purtroppo) da un certo tipo di potere, che governa all’ombra, al di sopra di Stati, istituzioni, banche, multinazionali etc etc .

I metodi con cui questo “governo” tiene stretto il suo potere, e ci controlla sono principalmente il debito infinito, e poi la paura, che abilmente manipola con atti di terrorismo (creati ad arte o manipolati ) Viviamo quindi sempre in tensione prigionieri di mille preoccupazioni di sopravvivenza quotidiana, che dobbiamo risolvere per poter mantenere lo stile di vista che “loro” ci fanno credere sia giusto.

Ma uno dei migliori modi per “Imperare” , comandare è creare le “divisioni”  facendo in modo di creare “fazioni” che lottino fra loro, sia in grande scala che in piccola scala.Ai giorni nostri viene attuato in modo leggermente diverso rispetto a quello dell’antica Roma, ma il principio è lo stesso….. A livello Macro creano governi in lotta tra loro (grazie a politici -marionette” che usano a loro piacimento per recitare la parte delle parti in lotta, mentre su Microscala la creazioni di divisioni di religione, di razza, di popoli, di fazioni sportive, o come nel web investendo in persone (Troll e Debunker) che fomentano divisioni per gettarci in piccole brighe quotidiane, senza che molti di noi si accorgano di quello che c’è dietro.

very hungry woman looking huge sandwich, isolated on background

Ed è da questo principio (che spero sia chiaro) vorrei approfondire il concetto biologico del dividi et impera in campo alimentare, quando cioè si mischiano alimenti mangiati nello stesso pasto rendendo difficile e dispendioso a livello energetico la digestione che è così disturbata dall’occuparsi di un cibo (sano e ideale) per volta

Questo è uno dei principi della salute; ” meno si mischia e meglio è” .
Per esempio mischiare il crudo con il cotto è come mischiare vita e morte che appartengono a due ben distinte dimensioni esistenziali. Ma pensate allo stomaco, e a come deve barcamenarsi per gestire un miscuglio di cotto e di crudo piuttosto che una massa di solo cotto (tipo verdure cotte per pulirsi internamente).

Quando affrontiamo una”dieta di transizione”, verso la salute sarebbe molto meglio non affrontare assieme crudo e cotto. E appunto credo che la vecchia formula “dividi e conquista” o meglio espressa “dividi e governa” sia l’ approccio migliore da tenere in questo abbinamento.
Non è un accenno letterale ma da appassionato di storia romana, mi piaceva l’abbinamento.

In pratica,  a differenza dell’aspetto sociale, per un buon governo digestivo con meno lavoro e meno conflitti al nostro organismo dovremmo governarlo senza divisioni o comunque creandole ma in pasti differenti.

Sulla buona digestione concludo con un frase che ho trovato in rete rappresenta una bella allegoria fra le nostre dipendenze da Amidi e Grasso, ed all’elemento Fuoco, sopratutto quando le mischiamo assieme:

“Il Fuoco e’ il prete di Satana la cui principale funzione consiste nell’unire in matrimonio l’Amido ed il Grasso” Detto questo aggiungerei che anche per i cibi crudi, frutta e verdura non dovrebbero essere mischiati assieme e addirittura per una migliore digestione e assimilazione con ridotto dispendio di energia per lo stomaco, sarebbe l’ideale assumere un tipo di frutta per volta e nel caso si voglia mangiarne un altra attendere almeno 15 minuti circa, fra un tipo di frutta e l’altro.

Il monopiatto è sempre la soluzione migliore. Dividiamo i nostri cibi preferiti fra pasti differenti e limitiamo quanto possibile le combinazioni. Se dobbiamo farle preferiamo combinazioni di alimenti crudi dello stesso tipo e quando possibile della stessa tonalità di colore.

A proposito dell’impero romano  lo sapevate che gli eserciti dell’antichita tipo antichi romani, marciavano per 30 km al giorno ed erano anche 10/30 mila soldati, che si cibavano (ovviamente) di pochissimo cibo, quasi tutto selvatico (biologico) tipo sedano, mele e altri vegetali oppure masticavano semi di farro o altri cereali per aumentare la salivazione durante le marce.

Altro concetto importante e poco conosciuto è che i soldati romani erano tutt’altro che carnivori .
C’è un episodio nelle legìoni di Giulio Cesare di un periodo in cui c’era difficolta di reperimento di cibo vegetale,per carestia, allora gli ufficiali uccisero dei buoi per dar da mangiare ai soldati, ma i soldati si ribellarono e minacciarono di non combattere, in quanto si lamentavano del fatto che la carne li rendeva deboli.
Effettivamente essendo ad alimentazione prevalentemente vegetale i corpi dei soldati romani reagivano subito negativamente ad un alimento tossico come la carne.

Fattore differente per la corte romana e le loro orge alimentari, ma questa è un altra storia in altri ambienti ricchi e viziati che nel tardo impero contribuirono al declino della struttura sociale romana.

Luca S.

 

 


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