Cibi simpatici e cibi antipatici: cosa ci dicono di noi?

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CIBI SIMPATICI E ANTIPATICI: COSA CI DICONO DI NOI?

Franca Errani Civita

 

Nel gioco tra peso Reale e Giusto peso (Vedi articolo precedente), un utile strumento di indagine può essere l’esplorazione dei cibi di cui “non puoi fare a meno” e di quelli che detesti. Attenzione: non stiamo qui parlando di problemi di allergie o di intolleranze alimentari, ma di quelle “dipendenze” o idiosincrasie dalla forte carica emotiva. Spesso queste reazioni emotive sono una spia di dèi o dee soffocati dentro di noi, che ci spingono attraverso il linguaggio del cibo ad andare a riscoprirli. Vediamo meglio come.

 

Veronica ha una passione esagerata per la crema di mascarpone al cioccolato. Sposata con tre bambini, molto attiva ed esuberante, ama aiutare gli altri e prendersi cura dei problemi della piccola comunità che gravita ormai attorno a lei, in parrocchia. Il volontariato è una delle sue tante attività, oltre al lavoro (mezza giornata), alla cura della casa e della famiglia, composta di tre bambini arrivati in breve tempo e un marito molto preso dal portare a casa un reddito sufficiente per tutta la “baracca”, come la chiama lei scherzosamente. E’ ancora una bella donna, ma il mascarpone ha lasciato il segno! Le sue forme sono altrettanto morbide e dolci, il suo seno evoca coppe colme, la pancia si allarga anch’essa con una morbidezza che commuove – se non fosse che i venti chili in più la fanno sentire affannata, a disagio in un corpo che, dice ridendo ma non troppo, non riconosce come suo.

Quando ci incontriamo, le propongo di immaginarsi davanti una fantastica coppa di mascarpone e di assaporarla con tutta la voluttà, senza sensi di colpa…. Di diventare quel cibo…

Quali sono gli dei – meglio le dee – che  Veronica sta trascurando? Assorbita da una Demetra (Cerere) madre debordante e da una potente Era (Giunone), Veronica si è dimenticata di Afrodite (Venere)… che, come tutti gli dèi, non si presta ad essere messa da parte impunemente.

Con il colloquio di Voice Dialogue è possibile “far parlare” direttamente un Aspetto psichico, in questo caso l’Afrodite di Veronica. Non entro nei dettagli tecnici di questo lavoro; basta sapere che si utilizza la separazione nello spazio, quindi chiedo a Veronica di trovare un posto, nella stanza, dove sedersi o sdraiarsi, per “dare spazio” alla sua Afrodite interiore. Veronica si sdraia languidamente sul tappeto, aggiustandosi qualche cuscino intorno; la sua energia è cambiata totalmente, rispetto a quando era seduta al centro. E’ più morbida, rilassata e bella! Afrodite dice di cosa avrebbe davvero bisogno: di una bella vacanza a Praga con Umberto, il marito. Praga era stata la meta del loro viaggio di nozze. E poi? Poi, da quel viaggio, più nulla: lavoro, bimbi (meravigliosi, per carità! Ma quanto assorbenti!), parrocchia, amici sempre nel bisogno… Veronica, stesa a mo’ di odalisca in una posizione che non si concede mai, apre il doppio pettine con cui tiene acconciati i lunghi capelli scuri in uno chignon strettissimo ed efficiente. I capelli si srotolano sinuosi – come non pensare alla morbida onda di cioccolato fuso sulla crema di mascarpone? Ridiamo insieme. Mi dirà poi che con sua grande sorpresa, Umberto ha accettato con gioia l’idea di un viaggio di “loro due soli” a Praga.

 

Naturalmente non vogliamo dirti che tutti i problemi di Veronica si risolverebbero con un viaggio a Praga! Ma di certo questa novità è stata un momento di “clic” importante! La riscoperta di Afrodite è stata sostenuta dal marito, permettendo a entrambi di recuperare una dimensione di coppia che stava lentamente sprofondando nei solchi dell’abitudine. L’energia afroditica non è solo sessualità e sensualità: è un modo di percepire la bellezza del mondo, un modo di ascoltare i bisogni del proprio corpo, di respirare e godere dei piaceri della vita – di volersi bene. Non ha bisogno di un partner per esistere, anche se naturalmente è bellissimo sperimentare in coppia questa dimensione.

 

 

Cesare adora il sedano rapa! Una verdura così semplice! Come può invogliare a esagerare, diranno molti? Proprio per questo il caso di Cesare ci aiuta a comprendere bene il meccanismo del ruolo compensativo del Carico Interiore (vedi articolo sul Giusto Peso).

 

Cesare è una persona estremamente gentile, dalla voce dolce che non alza mai. Cosa mai gli porta, il sedano rapa? Provate a mangiarlo: croccante, sodo, richiede una bocca con buona dentatura, capace di mordere e masticare a dovere. Cesare se lo morde con gusto e in quei morsi accaniti ritrova la sua aggressività,  la carica di tutte le parole che non dice al capufficio esigente, alla moglie incalzante, ai colleghi che fumano anche se non si potrebbe…

La pancia di Cesare si protende in avanti, alla ricerca di un’espansione di potere personale che non trova sfogo. La parola resta gentile, bassa, a volte neppure espressa.

Come sarebbe, per Cesare, se facesse uscire un po’ dei suoi aspetti legati a Giove e a Marte?

 

 

Quando Clara si siede per il colloquio, trasuda autorità e potenza. Alta, enorme, ben vestita, con gesti precisi e sguardo a 360 gradi, nulla le sfugge. Clara trova detestabile il caco – diospero, lo chiama lei, usando il termine toscano legato alla sua origine. Non può nemmeno immaginare di ingoiarlo. Molliccio, informe, senza sostanza, trasparente…  Clara è enorme, ma certamente piena di sostanza. Molto visibile. Mai al mondo potrebbe mostrarsi “molliccia” – come una giovane Core (Proserpina) ad esempio. O trasparente. Come un’ Estia (Vesta) appagata dal mondo di dentro.

Dominata dagli dèi maschili del potere e della visibilità, Clara ha soffocato gli aspetti più interiori e anche delicati della sua natura femminile. Non può chiedere aiuto, non può farsi vedere fragile. Non può neppure percepirsi fragile!

Eppure è proprio grazie al viaggio intrapreso verso il recupero della sua delicata femminilità che Clara comincia a invitare alla sua tavola e soprattutto nella sua vita quelle alleate preziose che finora ha disprezzato.

Anche se continua ad essere una dirigente rispettata da tutti,  mentre si riappropria del suo corpo qualcosa cambia nel suo modo di gestire il potere…

 

  • Qual è il tuo cibo preferito?
  • E quello che detesti?
  • In quali modi potrebbero essere realtà compensative rispetto a dèi o dee che non stai onorando?

 

 

 

 

 

 

 


di  Franca Errani e Giovanni Civita, A Tavola con Gli Dei, Edizioni Sì            

                 


Ubuntu Fruit
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Luca Speranza, ricercatore e studioso di vita Naturale, benessere olistico e spiritualità. Sperimento e applico su di me, rimedi e sistemi semplici per ottenere o recuperare salute e benessere. Promuovo il Bio Movimento, alimentazione Fruttaliana (frutta e vegetali), scelte ecologiche e spiritualità attiva. Fondatore del progetto Ubuntu-Fruit, per la Rievoluzione armonica umana. Personal training, istruttore di Atletica leggera, Insegnante di autodifesa e Pancrazio. Master BMR (Bio Movimento Rievolutivo) Gestisco anche i siti www.innerclean.it e www.fruitness.it