GLI AMANTI DEL CIRCOLO POLARE

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EvaSuzette
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GLI AMANTI DEL CIRCOLO POLARE

Messaggio da EvaSuzette » 30/12/2016, 17:59

Il Film è una coproduzione spagnolo-francese, e anche la seconda componente si intravede ogni tanto (non so perché, ma attori e film francesi li riconosco a vista, deve esserci una qualche risonanza dietro, oppure sono i visi e le espressioni tipiche dei Francesi :) )… col film che però non si muove tra Spagna e Francia, ma tra Spagna e Finlandia, come peraltro suggerisce il titolo stesso.

Gli amanti del Circolo Polare è un film davvero particolare, sia perché procede a grandi balzi temporali rinunciando alla più comoda linearità, sia perché alterna due punti di vista, sia per il genere, oscillante tra sentimentale e drammatico, ma con qualche elemento introspettivo.

Il film racconta la storia di Otto e di Ana, due bambini che si conoscono a scuola, e che per una coincidenza instaurano un rapporto che va oltre il rapporto interpersonale, essendo più che altro un legame interiore-spirituale.

Altra coincidenza vuole che i loro genitori, Alvaro, il padre di Otto, e Olga, la madre di Ana, entrambi single, si sposino tra di loro, rendendoli quindi i rispettivi figli fratelli acquisiti… e innamorati.

Gli amanti del Circolo Polare non è certamente il primo film che parla di una storia di amore tra due fratelli, che siano fratelli di sangue, fratellastri o fratelli acquisiti, ma senza dubbio è un film unico per il tono e il suo incedere.

Anche perché non commette affatto l’errore di concentrarsi su bigottismo o su sessualità, ma anzi indaga soprattutto l’aspetto esistenziale della vicenda, con il tema delle coincidenze a fare da padrone nel film.

Perlomeno, nella prima parte del film e nell’ultima, che peraltro ci presenta due finali diversi a seconda degli occhi di chi guarda: il punto di vista di Ana ci dice una cosa, mentre il punto di vista di Otto ce ne dice un’altra, assai diversa. Ma, proprio come accade nella vita reale, non sempre il confine tra le due condizioni è netto. Anzi, i due sembrano più vicini proprio quando sono più lontani.

Tra l’altro, sia Ana che Otto sono due nomi palindromi, che si possono leggere allo stesso modo da una parte all’altra, proprio come il cognome del regista, Medem… e tale particolarità si aggiunge non solo a quella delle coincidenze e dei bambini-fratelli innamorati, ma anche al luogo che ospiterà la conclusione del loro rapporto: la Finlandia e il fenomeno del Sole di mezzanotte, quando il Sole non tramonta per svariate decine di giorni di fila.

Tutte anomalie che rendono questo stesso film un’anomalia, che a tratti è di grande bellezza e ispirazione, che comincia peraltro con due bambini bellissimi, Otto e Ana da piccoli, e che va avanti prima con l’adolescenza e poi con la maturità (e qua il casting forse avrebbe potuto esser migliore, specialmente per Otto grande).

Prima parte del film bellissima, parte centrale di minor impatto, e parte finale ugualmente bella, ciò che rende Gli amanti del Circolo Polare un film da vedere, particolare nella storia, nella fotografia e soprattutto nella sua energia interiore… nonché possibile fonte di ispirazione per chi guarda relativamente alle tematiche dei segnali, delle coincidenze e dell’intuizione-sensazione interiore.

I due bambini sono uniti indissolubilmente: secondo Otto dalla volontà, secondo Ana dal caso. Poco importa il motivo ai due innamorati, che il destino condurrà al Circolo Polare, dove si erano scambiati il primo bacio.

Un film che fa riflettere.

“È buon pensiero, quando aspiri a grandi cose, curare le piccole. E questo include, proteggere le Anime indifese"

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